
Fabio Cocco Carreras nasce il 6 aprile 1966 a Selargius (Cagliari).
Dopo una formazione diversamente orientata si avvicina entusiasticamente, da autodidatta, alla pittura. L'astrattismo è il suo esprimersi più spontaneo e istintivo che lo porta ad ignorare ogni particolare della natura. Frequentando l'ambiente extra-accademico ed extra-artistico (operai, impiegati, colf, sfaccendati) riconosce la pittura astratta come il suo più congeniale linguaggio . Sfuggire alla realtà e ritagliarsi, in questo mondo, un "universo personale" gli pare l'unico rimedio al "disordine imperante". La mancanza di veri affetti e riferimenti nel mondo reale lo forgia all'astrattismo puro.
Nelle sue informali opere, vitali e vibranti segni di luce sorretti da regole nascoste, rispondono ad un bisogno controllato di dar sfogo a tensioni interiori . Dipinge liberamente, come pochi, forme e colori raccolti nel suo personalissimo e curato giardino mentale. L'atteggiamento calmo di rifiuto e indifferenza verso il rappresentare realistico lo porta ad eseguire composizioni apparentemente semplici, ma commoventi e profonde in una atmosfera fresca ed ariosa. Afferma di rappresentare "esperienze che si alimentano da tutti i sensi e dai pensieri meno comprensibili". Le sue opere si rivelano come "sorprese" di cui l'artista non conosce tutti i significati. Si definisce "scarabocchista evoluto che non brucerà mai le proprie opere. Basterà strapparne qualcuna di quando in quando". E' uno degli ultimi a credere che l'arte sia la più alta manifestazione dello spirito umano. E' persona riservatissima, amante della solitudine e del silenzio.
Con quale criterio valutare opere radicate negli strati profondi della sua psiche? Non sarà facile perché egli ha rotto i ponti con il tradizionale mestiere di pittore.
Vive ed opera tra noi senza manifestarsi fragorosamente come sono soliti fare i fulmini e gli artisti contemporanei.
E' un uomo comune evaso dal gruppo.